Schede Spettacoli TESPI

TU SEI INFINITO -TESPI 26 Gennaio @Teatro Cocuje

26 Gennaio – Jesi – Teatro Cocuje – Ore 17:00

Laboratorio Minimo Teatro – La Casa di Asterione  (AP)

 

Sinossi

Un neonato viene trovato in una scatola di limoni a bordo del transatlantico Virginian nella rotta tra l’Europa e l’America. Lo prende con sé un operaio fuochista e gli dà il nome Novecento, in omaggio al ventesimo secolo che sta cominciando. Novecento rimane sulla nave e, dopo la morte del padre adottivo, tutto l’equipaggio lo aiuta a crescere. Il ragazzino osserva il variopinto mondo dei passeggeri: i ricchi signori in prima classe, gli emigranti che sognano una nuova vita in America, le ragazze, le merci, la confusione e vive così la propria vita attraverso le vite degli altri. Da adulto, Novecento si accorge che suonare il piano è il suo grande interesse. Con l’orchestra inizia ad allietare le serate nella sala da ballo e la fama della sua bravura si diffonde anche a terra. Nel 1927 sale sulla nave Max, talentuoso trombettista con il quale Novecento stringe da subito una profonda amicizia. Qualche tempo dopo, Novecento annuncia all’amico che ha finalmente deciso di scendere a terra ma quando è a metà della scaletta, guarda i grattacieli di New York e torna indietro. Max scende dal Virginian nel 1933. Dopo la II Guerra Mondiale, il Virginian deve essere demolito. Max sa che Novecento è ancora sopra, lo trova e cerca di farlo scendere ma Novecento decide di terminare la sua vita insieme a quella nave su cui ha vissuto la sua intera esistenza.

 

Note di Regia

Secondo Baricco ciò che blocca Novecento e non gli permette di scendere dalla nave è la paura di sentirsi piccolo ed inadeguato nell’infinita vastità del mondo, disperso tra innumerevoli case, strade, persone. Fermo sulla scaletta, Novecento osserva e non riesce a vedere la fine. Decide di restare lì, per sempre, in quel posto contenuto, finito, delimitato da una poppa ed una prua, un posto all’interno del quale per tutta la vita aveva vissuto, sognato e desiderato attraverso la vita, i sogni e i desideri dei passeggeri che negli anni erano stati viaggiatori di quella nave. Nel riadattamento che proponiamo, la scelta di Novecento assume un valore ulteriore, Novecento resta sulla nave perché il Virginian è la sua nave, la sua casa, il mondo in cui ama vivere e che da sempre ha determinato la sua felicità, perché è dentro quella nave che ha trovato ogni giorno un modo per assaporare la vita. Non è tanto la paura a fermarlo quanto il riconoscere in quella nave il suo mondo, l’infinita vastità della sua vita. La vita di Novecento diventa lo specchio della vita di ognuno di questi ragazzi, e la nave è il mondo di ognuno di loro, fatto di tutto ciò di cui amano circondarsi. Con “Tu sei infinito” racconteremo quindi due storie: la prima parla di un uomo, di una nave e di un viaggio lungo una vita; la seconda parla di un meraviglioso gruppo di giovani, di uno spettacolo costruito con grande impegno e di un’esperienza unica.

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Come scrivere una recensione

Un evento di Teatro Sociale è diverso da un qualsiasi evento di teatro professionale o qualsiasi attività artistica o di intrattenimento, essendo al centro di questi percorsi sempre la crescita degli individui coinvolti. Il pubblico stesso del Teatro Sociale è diverso e la relazione con gli attori va indagata ogni volta da capo. Una formazione del pubblico è indispensabile per affrontare questo tema: come si guarda uno spettacolo di Teatro Sociale?

Noi proponiamo qui una rapidissima guida:

Distinguere cosa ho provato io, cosa è successo sul palco e in platea.

TE STESSO: Chi sei, come hai conosciuto questo evento, come ti sei sentito, cosa ti ha toccato emotivamente, cosa hai particolarmente apprezzato.

SUL PALCO: come ti è sembrata la storia, come sono stati gli attori (consapevoli, inconsapevoli, divertiti, indifferenti, pienamente coinvolti, felici), come era la messa in scena.

IN PLATEA: Come ha risposto il pubblico (numeroso, poca gente, annoiato, divertito, indisciplinato, rumoroso, attento, indifferente, sentiva il valore).

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