Schede Spettacoli

GIUSTAVOCE

GIUSTAVOCE é un progetto didattico e artistico realizzato da Massimiliano di Carlo e si articola in un laboratorio di canto difonico di 2 giorni.

Porta con se l’obiettivo di diffondere l’altra musica, le altre voci, gli altri modi, quelli che la storia e gli uomini hanno tramandato e tramandano oralmente da secoli,  molti stili vocali e modi musicali antichi, ricchi di microtoni e possibilità improvvisative imprevedibili sono infatti rimaste conservate nella cultura orale agro pastorale.

Giustavoce propone una didattica vocale che ribalta i canoni estetici convenzionali e attraverso modelli vocali provenienti dalla cultura locale del Piceno tuttora vitale nel contemporaneo, si pone l’obiettivo di espandere le possibilità comunicative della voce, non solo per finalità artistiche ma anche e soprattutto per un valore più ampio di Conoscenza.

ELENCO DEI CONTENUTI:
– Lavoro pratico sulla “voce naturale” intesa come pratica vocale cantata quale estensione ed espansione del suono della voce parlata senza utilizzo di risuonatori specifici.
– Lavoro pratico sull’emissione della voce di gola, ci si riferisce al suono largamente usato nelle tradizioni agropastorali della cultura mediterranea.
– lavoro pratico sul canto difonico a cavità singola e cavità doppia, quale produzione di due suoni simultanei provenienti dalla stessa fonte vocale
– esplorazione di altre vocalità quali l’utilizzo delle false corde
– studio e riferimenti alle basi scientifiche della ricerca etnomusicologica italiana ed estera
– studio comparativo tra i repertori sonori e rituali europei e asiatici
– studio teorico pratico degli intervalli e della notazione della serie degli armonici naturali

IL LABORATORIO è CONSIGLIATO PER TUTTI COLORO CHE FANNO USO DELLA VOCE NELLA LORO VITA LAVORATIVA O PERFORMATIVA, PER APPASSIONATI DI TRADIZIONE ORALE E SEMPLICI CURIOSI.

INFO E PRENOTAZIONI:
Sabato 8 Febbraio – H: 15.30/19.30
Domenica 9 Febbraio – H: 9/13
– laboratorio 90 euro + 30 euro iscrizione ed assicurazione (validità annuale alle due associazioni) – deadline: 26 gennaio 2020
– early bird: laboratorio 70 euro + 30 euro iscrizione ed assicurazione (validità annuale alle due associazioni) – deadline: 19 Gennaio 2020
– per i soci: laboratorio 70 euro – deadline: 26 gennaio 2020

Per iscriversi occorre versare il 50% della somma totale o passando in sede (Via Madonna della pietà, 80- S. Benedetto del Tronto) previo appuntamento al 389.18.94.416 oppure effettuando il versamento tramite bonifico
INTESTAZIONE: E.ARTES CUM PANIS
CAUSALE: CONTRIBUTO LABORATORIO DI CARLO
IBAN: IT56 K030 3224 4000 1000 0163 427
Occorre poi inviare una mail a eartescumpanis@gmail.com con i dati anagrafici allegando foto di avvenuto pagamento.

Chi è Massimiliano Di Carlo
Musicista, ricercatore.
Conclude gli studi musicali classici nel 2005 diplomandosi in tromba al Conservatorio “N.Piccinni” di Bari, iniziando poi un’ attività negli ambiti orchestrali, lirico-sinfonici e cameristici terminata nel 2014. Ha avuto la possibilità di suonare sotto la direzione di importanti direttori quali M° Riccardo Muti, M° Kurt Masur (Orchestra «L. Cherubuni») e molti altri.
Nel 2010 inizia una ricerca autonoma sulla voce, avviando in particolare uno studio approfondito sul canto difonico, affiancato dal supporto di conoscenze musicali ed etnomusicologiche del M° Tran
Quang Hai (centro nazionale di ricerca di Parigi).
Nel 2012 parallelamente all’attività artistica svolta in ambito classico nasce, assieme al pianista e sound-designer Stefan Roslmair, il duo elettroacustico A Dark dress con il quale inizia una ricerca e
un’attività concertistica basata l’improvvisazione e la composizione estemporanea; tale percorso si è concretizzato e concluso nel 2015 con esecuzioni pubbliche in festival internazionali (Teatro Carlo
felice-Genova e «Punkt festival»-Wroclaw-Polonia) con un forte interesse da parte dei critici G.Montano, G. Festinese e delle rispettive riviste musicali “Jazzconvention” e “Musica Jazz Italia”.
Dall’ incontro e collaborazione con Pierluigi Virelli e il gruppo musicale Cantunera avvenuto a Berlino nel 2013, inizia lo studio della musica tradizionale e la ricerca svolta sul campo a contatto con il mondo agro-pastorale dell’Italia centro-meridionale;
Oggi, nel 2016 tale ricerca è concentrata nell’area geografica tra Ascoli Piceno, Teramo ed Amatrice,
si basa sulla frequentazione quotidiana degli anziani del luogo, portatori della conoscenza del repertorio, la consultazione degli archivi e il continuo confronto con gli etnomusicologi.
Negli ultimi anni si é esibito in festival internazionali con artisti quali, Amelia Cuni, Werner Durand, Tran Quang Hai, Veronika Otto, Ganesh Anandan, Pierluigi Virelli, Stefan Roslmair, Filomena
Campus. Attualmente insegna regolarmente tecniche vocali e canto difonico presso il Conservatorio «L.D’Annunzio» di Pescara, all’ «UICAP» unione ciechi d’Italia, oltre che saltuariamente in vari centri di divulgazione culturale in Francia, Germania, Polonia e Italia.
Si esibisce con il “Canto all’arovescia” in vari contesti di divulgazione culturale, quali, «Klang Holz» –Berlino, Liceo Internazionale «L. Da Vinci» 2017 – Parigi, «Jazz warriors international 2014» – Londra, Atelier «Matta» – Pescara, Festival di paesologia «La Luna e i calanchi» – Aliano 2016, Masseria «Jesce» con Paolo Rumiz – Altamura, Festival «Arte in centro- mete contemporanee 2016» –
Chieti, Vents de Vilaine 2017 a Pont Rèan

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Come scrivere una recensione

Un evento di Teatro Sociale è diverso da un qualsiasi evento di teatro professionale o qualsiasi attività artistica o di intrattenimento, essendo al centro di questi percorsi sempre la crescita degli individui coinvolti. Il pubblico stesso del Teatro Sociale è diverso e la relazione con gli attori va indagata ogni volta da capo. Una formazione del pubblico è indispensabile per affrontare questo tema: come si guarda uno spettacolo di Teatro Sociale?

Noi proponiamo qui una rapidissima guida:

Distinguere cosa ho provato io, cosa è successo sul palco e in platea.

TE STESSO: Chi sei, come hai conosciuto questo evento, come ti sei sentito, cosa ti ha toccato emotivamente, cosa hai particolarmente apprezzato.

SUL PALCO: come ti è sembrata la storia, come sono stati gli attori (consapevoli, inconsapevoli, divertiti, indifferenti, pienamente coinvolti, felici), come era la messa in scena.

IN PLATEA: Come ha risposto il pubblico (numeroso, poca gente, annoiato, divertito, indisciplinato, rumoroso, attento, indifferente, sentiva il valore).

ORA CHE HAI LETTO, SCRIVI TUTTO D’UN FIATO E INVIA.

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